09-11-2007
ORIGINE DEI PROBLEMI DELLA VEGETAZIONE
Le aree verdi delle nostre città (parchi, giardini ed alberature stradali) sono create artificialmente dall’uomo e rappresentano una sfida per i singoli organismi che le costituiscono, erbacei ed arborei che siano. Erbe, arbusti ed alberi devono infatti adattarsi ad un ambiente di crescita di solito molto diverso dal loro ideale in natura, per suolo, illuminazione, esposizione, apporto idrico, temperature e rapporti interspecifici. In particolar modo nelle alberature stradali un importante fattore limitante è l’inquinamento di aria, acqua e suolo che possono indurre tossicità e stress, aumentandone la sensibilità agli attacchi dei patogeni, in maniera differente tra le diverse specie ed i singoli individui. La convivenza uomo-albero in ambiente urbano è particolarmente problematica e la sua origine è di natura pratica: proteggere l’incolumità delle persone e delle cose (dal traffico veicolare agli edifici). Nessun albero rappresenta di per sé stesso un pericolo, ma può diventarlo nel momento in cui è attaccato da patogeni che ne compromettono la stabilità (generalmente detti agenti di carie, ovvero funghi che degradano i tessuti legnosi, nutrendosi dei loro componenti), nel caso di difetti dell’architettura della pianta (ad esempio cortecce incluse, inclusioni, sbrancamenti, gravi seccumi, sbilanciamenti, grave inclinazione), infine a causa di errori “progettuali” in fase di impianto degli esemplari (alberi troppo vicini agli edifici, troppo vicini tra loro, aiuola troppo esigua, scelta di specie inadatte al sito d’impianto per ingombro o altri motivi). Nonostante l’attacco di patogeni ed i difetti architetturali possano sembrare eventi assolutamente naturali, in verità la loro origine è spesso conseguenza della gestione umana, infatti errori di impianto, interventi di potatura errati ed ambiente di crescita inadeguato sono eventi deleteri per lo sviluppo armonico di qualsiasi individuo. Per capire cos’è un errato intervento di potatura bisogna tenere presente che ogni potatura è fondamentalmente sbagliata e rappresenta un evento traumatico nella vita di un albero, con alterazioni fisiologiche ed architettoniche, oltre a rappresentare la via d’ingresso privilegiata per l’insediarsi di numerose patologie degenerative del legno. L’esempio più drammatico di potatura errata è rappresentato dalla capitozzatura. LA CAPITOZZATURA La capitozzatura è una pratica di potatura che interviene sulla chioma della pianta in maniera drastica, lasciando ampie ferite da taglio ed interrompendo la corretta dominanza apicale caratteristica di ogni specie arborea. Questa operazione viene eseguita di norma con l’intento di contenere le dimensioni dell’albero, ottemperando alla sua messa in sicurezza e con poca spesa. Purtroppo i risultati ottenuti vanno in direzione diametralmente opposta alle aspettative, generando, nella pianta sana, un aumento drastico della vegetazione in maniera disorganizzata, aumentando la resistenza al vento della chioma (aumentando quindi la probabilità di sbancamenti o rotture), inoltre aumenta la probabilità di contrarre patologie degenerative del legno (porta d’ingresso privilegiata è l’ampia superficie di taglio su branche e fusto). Capitozzando un albero la sua architettura cambia completamente, in maniera repentina e per sempre, perdendo tutta l’armonia e la gradevolezza che una chioma naturale o seminaturale possono ispirare. Infine la beffa consiste nel miraggio del risparmio economico, infatti capitozzando un albero ci si lega inevitabilmente alla ripetizione periodica della potatura drastica, per riportare in continuazione la chioma praticamente alle dimensioni del primo intervento, con un esborso nel tempo notevolmente superiore rispetto a quanto indotto da una corretta potatura. AR.ES. sas
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